Sant’Agnese di Boemia

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Sant’Agnese di Boemia

Compagna di viaggio di chi coltiva con cura le amicizie spirituali, di chi riconosce il valore e il fascino della povertà, di chi, pur tra molte e lusinghiere possibilità, sceglie Cristo come unico Sposo.

È una famiglia speciale quella in cui Agnese nasce, nel 1211, a Praga: figlia del sovrano boemo Otakar I, ella è promessa sposa di Enrico VII, figlio di Federico Barbarossa. Proprio in vista delle nozze regali, Agnese viene condotta a Vienna, dove resta però solo fino al 1225, anno in cui rompe il fidanzamento e fa ritorno nella sua città per consacrarsi a Dio. In quello stesso periodo giungono a Praga i Frati Minori, attraverso i quali Agnese viene a conoscenza di santa Chiara e della sua vita spirituale in conformità allo spirito francescano.

Folgorata da questa esperienza si decide a imitarne il modello e fonda, nella sua stessa città, il Monastero di San Francesco per le “Sorelle povere o Damianite”; di lì a breve vi entra lei stessa, nel giorno di Pentecoste del 1234.

Rimanendo profondamente legata alla sua terra, Agnese è anche fondamentale per l’approvazione della nuova Regola che, grazie al forte legame con santa Chiara, ella riceve e osserva con fedeltà. I tanti che, sconcertati da una scelta così radicale e da rinunce tanto grandi, entrano in contatto con Agnese, non fanno che manifestare stupore e ammirazione per l’ardore per lo Sposo ma anche per la povertà che abbraccia: oltre all’ospedale da lei fondato prima ancora del Monastero, promuove innumerevoli opere di carità, soprattutto quando diviene badessa, ufficio che manterrà fino alla morte, il 2 marzo 1282.

Il libro del mese

Chiara d’Assisi, Lettere ad Agnese. La visione dello specchio, Adelphi 1999

L’epistolario di santa Chiara diretto a sant’Agnese è un documento prezioso non solo secondo le prospettive letteraria e storica, trattandosi di un carteggio medioevale tra due donne: il lettore vi scopre, insieme alla testimonianza di una profonda amicizia, altezze spirituali straordinarie. Queste stesse “altezze”, mentre pongono le basi di  un’esperienza comunitaria religiosa solida e duratura, continuano a parlare al cuore di ogni uomo e a risvegliarne il fascino di Dio.