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SALVO D’ACQUISTO

Compagno di viaggio dei coraggiosi, di chi offre la sua vita, di chi segue alti valori civili e cristiani

Salvo Rosario Antonio D’Acquisto nasce il 15 Ottobre 1920 a Napoli.

Primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana, a 18 anni matura la volontà di servire il Re Vittorio Emanuele III di Savoia arruolandosi nell’Arma dei Carabinieri Reali, con grande senso di responsabilità e maturità. Assegnato inizialmente alla Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma, con l’entrata in guerra si arruola volontario per la Libia italiana nella Campagna del Nordafrica del 1940-1943 e il 15 Novembre 1940 parte per Bengasi dove contrae la malaria. Rientra in Italia e, promosso Vice Brigadiere, il 19 Dicembre 1942 viene assegnato alla Stazione Carabinieri di Castello di Torre in Pietra.

Dopo il Proclama Badoglio dell’8 Settembre 1943, un reparto di paracadutisti tedeschi si accampa presso alcune vecchie postazioni nel territorio sotto la Giurisdizione del Reparto retto dal Vice Brigadiere D’Acquisto. Il 22 Settembre 1943, i militari nemici, nel corso di un’ispezione, vengono investiti dall’esplosione di una bomba a mano: due muoiono ed altri due rimangono feriti.

Il comandante della compagine straniera, attribuendo la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e richiedendo la collaborazione dei Carabinieri della locale Stazione, minaccia una rappresaglia in assenza dei colpevoli. La mattina seguente D’Acquisto riferisce che l’accaduto è da attribuire ad un incidente privo di autori, ma i tedeschi insistono sulla loro versione e confermano l’intenzione di dare corso ad una rappresaglia. Iniziano dunque dei rastrellamenti con la cattura di 22 uomini tra i 13 ed i 52 anni scelti a caso fra gli abitanti della zona, portati sul luogo dell’esecuzione, interrogati sommariamente e dichiaratisi innocenti. A loro difesa il Vice Brigadiere D’Acquisto, anch’egli prelevato con la forza e tradotto nella piazza principale di Palidoro, dove sono radunati gli ostaggi, ribadisce che l’esplosione è stata accidentale e che gli ostaggi e gli altri abitanti della zona sono dunque tutti quanti innocenti. Malmenato e bastonato, resta calmo e dignitoso. Tutti gli ostaggi vengono trasferiti nelle vicinanze della Torre di Palidoro e costretti a scavare una grande fossa comune per la loro fucilazione. Al termine delle operazioni di scavo, quando i tedeschi si preparano a fucilare tutti i presenti, il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto si accusa del presunto attentato, addossandosi la responsabilità dell’accaduto e richiedendo l’immediata liberazione dei rastrellati. Viene così ucciso offrendo la propria vita, riscattando quella dei 22 civili sopravvissuti.

Il 24 febbraio scorso Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce “l’offerta della vita” di Salvo D’Acquisto, avvicinando il giovane carabiniere alla beatificazione.