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Aggiornamenti dalla missione

Bereina, settembre 2026

Carissimi Amici,

con gratitudine e amicizia desideriamo raggiungervi per condividere un po’ della nostra vita in missione durante questi ultimi mesi. È una vita che sentiamo profondamente unita alle preghiere, all’affetto e al pensiero di tanti di voi che, quotidianamente, ci sono vicini e seguono a distanza questa realtà.

Questo è anche il nostro modo per dire grazie a quanti, nel silenzio della quotidianità, partecipano spiritualmente alla missione della Chiesa qui a Bereina.

Siamo grate per i mesi di luglio e agosto, resi ancora più belli e vivaci dall’amicizia dei nostri ospiti e volontari, venuti in diversi momenti per conoscere da vicino la realtà della missione e condividere con noi il nostro lavoro.

Con il Vescovo Marco della Diocesi di Asti, accompagnato da Luca e Francesco, abbiamo potuto visitare villaggi e parrocchie della Diocesi di Bereina. La ricca accoglienza ricevuta ci ha colpito soprattutto nella sua espressione di una fede semplice, di un autentico sorriso, di piccoli segni di speranza.

Grazie per le Messe celebrate, per i malati benedetti, per i giovani incontrati: siamo davvero grate per questi incontri e preghiamo perché possano aiutare a far crescere il seme della fede, seminato con speranza.

Un grazie anche a Federico e Daniele, per la loro disponibilità ad aiutare la missione a 360 gradi e, soprattutto, per aver saputo gettare ponti di amicizia e vicinanza con i più giovani: in classe, attraverso lezioni speciali, e sul campetto da calcio, con avvincenti tornei, con il loro lavoro per la complicata manutenzione della missione. 

Abbiamo insieme sperimentato la bellezza dell’incontro e dell’apertura all’altro, ciascuno con le proprie capacità e i propri doni.

Con l’arrivo di Sr Anna e Sr Chiara, dalla Comunità della Trasfigurazione di Vercelli, abbiamo potuto vivere alcune importanti settimane comunitarie e celebrare il rinnovo dei nostri voti, con la gioiosa partecipazione dei bambini e delle famiglie della parrocchia di Bereina.


Un grazie speciale va anche alla dottoressa Martina, che ha condiviso tempo, lavoro e competenze presso la nostra Clinica Santa Rita. La sua presenza di giovane medico ha portato piccoli semi di speranza a tanti che, quotidianamente, bussano alla porta dell’ambulatorio, in cerca certamente di cure, ma anche di tanto ascolto e comprensione.

La Clinica Mamma-Bambino Santa Rita in questi mesi ha accolto mamme in attesa, giovani mamme con neonati e piccoli bimbi, ma anche adolescenti maschi e femmine che cercano medicine, cure ed attenzione.  Siamo particolarmente contente che la collaborazione con il vicino ospedale pubblico continui positivamente, sostenendoci reciprocamente nelle difficoltà quotidiane.

 

Il lavoro della clinica ci permette anche di vedere da vicino alcune delle realtà che segnano la vita di tante famiglie. Condividiamo con voi la preoccupazione dell’emergenza HIV. Nel Giugno 2025 il governo papuano ha dichiarato l’HIV una crisi ed emergenza nazionale, chiamando per un’urgente e coordinata azione da parte dei settori medici, sociali, religiosi e educativi. Gli 11 mila nuovi casi all’anno, quindi circa 30 nuovi casi al giorno di HIV in PNG, significano 7 bambini che ogni giorno nascono positivi. I numeri parlano chiaro: solo nel 2024 in PNG 2675 bambini sono nati positivi. E la nostra provincia è quella con la percentuale più alta di tutta la Papua. Ma in clinica i numeri diventano storie di sofferenze e vergogna, di solitudine e violenza. Non abbiamo altre soluzioni che camminare insieme, dare speranza e incoraggiare le mamme ed i papà a non mollare, a credere che ognuno di loro e dei loro figli è prezioso ed unico, che prendendo le medicine quotidianamente c’è speranza.    

In questi mesi ci ha particolarmente toccato la storia di una giovane mamma, P. 

Aveva due bambine: la più grande frequenta la nostra scuola, mentre la seconda è nata appena cinque mesi fa. Nonostante le cure e l’aiuto che ha ricevuto, P. è morta pochi giorni fa.

La sua morte ci lascia un grande dolore, ma anche la consapevolezza di quanto siano complesse le situazioni che incontriamo ogni giorno. Dietro una malattia ci sono spesso storie familiari difficili, la violenza domestica, la solitudine e lo stigma che ancora accompagna chi vive con l’HIV.

Affidiamo P., le sue bambine e chi ora si prenderà cura di loro alla vostra preghiera Vi affidiamo soprattutto le mamme che ancora non prendono le medicine o non le danno ai loro bambini per ignoranza, per paura o per disperazione perché, attraverso i piccoli segni di vicinanza e ascolto, possano iniziare a fidarsi e a riconoscersi amate, degne di essere curate. 

In occasione della festa dei Santi Gioacchino e Anna, la nostra comunità parrocchiale ha accolto con gioia l’invito di Papa Leone a celebrare e festeggiare i nonni e gli anziani.

Domenica 26 luglio abbiamo celebrato una Santa Messa a loro dedicata, durante la quale è stata anche impartita una benedizione speciale a tutti i nonni e agli anziani presenti. Al termine della celebrazione, i nostri bubu, i nonni e gli anziani della parrocchia, sono stati invitati a un momento di festa tutto per loro, con scenette, musica, danze e giochi.

È stato un momento semplice ma molto bello. I nostri anziani si sono divertiti e hanno partecipato con gioia, ma soprattutto hanno potuto sentire attorno a loro l’affetto di tutta la comunità parrocchiale. È stato un modo concreto per dire loro che sono importanti, che appartengono alla comunità e che la loro presenza e la loro storia sono un dono per tutti.

Desideriamo condividere con voi anche un semplice momento settimanale della nostra vita, quando cioè portiamo la Santa Comunione agli anziani e agli ammalati, a chi è impossibilitato a partecipare alla Messa per gli ostacoli della disabilità per raggiungere l’Eucarestia dai nostri villaggi. 

Abbiamo sperimentato come portare la Comunione a un nonno significa, in molti casi, ritrovarsi a pregare insieme a tutto il villaggio: la vita quì è molto semplice e, quando accade qualcosa di diverso, tutti lo sanno e, in qualche modo, si fanno presenti e partecipano. 

La consuetudine vuole poi che la Sister che fa visita sia accompagnata da un folto gruppo di bambini, che fanno strada e, soprattutto, sono invitati a partecipare a questa semplice liturgia itinerante, che diventa così un vero e proprio piccolo momento di catechismo. 

È bello vedere i più giovani andare a fare visita, con il loro entusiasmo, ai bubu, i nonni, e agli ammalati.
La cultura papuana dà grande importanza alla tradizione orale e alle storie del passato custodite dagli anziani. Ma è anche vero che molte volte incontriamo anziani estremamente soli nella loro quotidianità.

Vi ringraziamo per essere parte di questa missione attraverso le vostre preghiere, la vostra amicizia e il vostro impegno generoso.

 

Alla prossima!

Le Sorelle della Trasfigurazione – Bereina

                                                                    Grazie! Che Dio vi benedica