Serafino di Sarov

Serafino di Sarov

Serafino di Sarov

compagno di viaggio

di chi ama il silenzio

di chi invoca e “traffica” i doni dello Spirito

di chi accoglie tutto nella gioia della Resurrezione.

 

La vita:

Prochor Mošnin nasce il 19 luglio 1759 a Kurst, in Russia, in una famiglia di commercianti. Della sua infanzia si narrano episodi miracolosi, come una caduta dal campanile senza alcuna ferita, e l’intervento della Vergine Maria per la guarigione totale da una grave malattia.

In seguito a un pellegrinaggio a Kiev, spinto dallo starets Dositeo entra nel monastero di Sarov nel 1786. Dopo gli otto anni del noviziato, riceve l’abito monastico con il nome di Serafino, per la sua fede ardente e “serafica”. Vicino alla morte per idropisia, egli è ancora una volta soccorso dalla Vergine che, insieme agli apostoli Pietro e Giovanni, gli appare e sente che dice a Giovanni: “Lui è della nostra razza”.

Alla morte dell’abate Pacomio, Serafino decide di lasciare il monastero e di ritirarsi in solitudine in una piccola capanna di legno nel cuore della foresta. Nel raccoglimento profondo fatto di silenzio e preghiera fanno irruzione un giorno i briganti, che lo picchiano fino a crederlo morto. Rinvenuto si dirige al monastero tutto insanguinato. Qui egli ha nuovamente la visione di Maria che ripete: “Lui è della nostra razza”. Pur se ormai claudicante e dalla salute malferma, Serafino torna alla vita eremitica e per tre anni si sottopone al silenzio totale. Dopo questo periodo di grande purificazione ascetica, egli ritorna nella sua cella e vi si rinchiude, iniziando una vita di reclusione. Pochi anni prima della morte, un’apparizione della Vergine porta lo starets ad aprirsi alla cura spirituale dei fedeli, innumerevoli, a cui egli offre i frutti preziosi della sua ascesi e del suo silenzio, porgendo un saluto pieno di luce: “O mia gioia, Cristo è risorto!”. Sono incontri intensi, ricolmi della grazia dello Spirito, che Serafino invita ad acquisire e a trafficare, ricordando l’attività di scambio e guadagno della sua famiglia. Lo starets si spegne all’inizio dell’anno 1833, davanti all’icona della Vergine, “la gioia di tutte le gioie”.

 

Per approfondire:

Serafino di Sarov

Irina Goraïnoff, Serafino di Sarov. Vita, Colloquio con Motovilov, insegnamenti spirituali, Gribaudi 2000

In queste pagine è delineato il profilo biografico e spirituale di Serafino, uno dei santi russi più venerati. Le memorie della conversazione con il giovane Motovilov permettono inoltre di conoscere più intimamente la profondità e l’altezza della sua fede e della sua vicinanza ai fedeli che a lui si rivolgevano.

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