Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

compagno di viaggio

di chi crede nell’uomo,

di chi è aperto al dialogo,

di chi ama la Parola.

 

La vita:

Il cardinale Carlo Maria Marini nasce a  Torino il 15 febbraio 1927. A 17 anni entra nella Compagnia di Gesù e nel 1952 viene ordinato sacerdote. Dopo gli studi in filosofia e teologia, consegue, con esiti brillanti, una nuova laurea in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, del quale diviene rettore nel 1969, fino al 1978. Il successivo incarico, come magnifico rettore della Pontificia Università Gregoriana, ha breve durata: il 6 gennaio 1980 Giovanni Paolo II lo consacra vescovo e gli affida la diocesi Milano. Qui subito, e nel corso di anni difficili, è riconosciuto e seguito come autorevole guida etica, civile e spirituale. Sono migliaia le iniziative, gli incontri, i gesti, che segnano il suo episcopato, all’insegna del primato della Parola  e del dialogo tra diverse provenienze culturali e religiose; in  particolare si segnalano la “scuola della Parola”, con la proposta ai fedeli della lectio divina, e la “cattedra dei non credenti”, rivolta a tutte le persone in ricerca.

Lasciata Milano come vescovo emerito nel 2002, trascorre alcuni anni a Gerusalemme, dedicandosi soprattutto alle amate Scritture. Rientra definitivamente in Italia nel 2008, a causa del peggioramento delle condizioni di salute. Muore a Gallarate, nella Casa dei Gesuiti, il 31 agosto 2012.

 

Per approfondire:

  • Enrico Impalà, Il bosco e il mendicante - Vita del cardinal Martini (San Paolo Edizioni 2013); Damiano Modena,Carlo Maria Martini, Il silenzio della Parola (San Paolo Edizioni 2013).

    Carlo Maria Martini - conversazioni notturne
  • Moltissimi sono gli scritti del cardinale Martini. Da riscoprire è  Vita di Mosè (Borla 1982), mentre tra le pubblicazioni più recenti segnaliamo  Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede (Mondadori, 2008):
    Con uno stile pacato e coinvolgente, Carlo Maria Martini invita ad alzare lo sguardo con fiducia e stimola alla scoperta del grande tesoro della Parola di Dio; (...) ma soprattutto impegna a non tirarsi mai indietro nella sfida per la giustizia e per la pace.

  • Tra le lettere pastorali, suggeriamo la lettura di La dimensione contemplativa della vita (1981) e Quale bellezza salverà il mondo (1999-2000).

 

Da "Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede" (Mondadori, 2008)

Quale domanda rivolgerebbe a Gesù, se ne avesse la possibilità?

Gli domanderei se mi ama, nonostante io sia così debole e abbia commesso tanti errori; io so che mi ama, eppure mi piacerebbe sentirlo ancora una volta da lui. Inoltre gli chiederei se in punto di morte mi verrà a prendere, se mi accoglierà. In quei momenti difficili, nel distacco o in punto di morte, lo pregherei di inviarmi angeli, santi o amici che mi tengano la mano e mi aiutino a superare la mia paura.

Ha una risposta alla domanda su cosa vuole Dio da noi?

Dio vuole da noi che abbiamo fiducia, che abbiamo fiducia in lui e anche l’uno nell’altro. La fiducia viene dal cuore (…) Dio vuole che sappiamo che sta dalla nostra parte. Egli può renderci forti. Non è possibile compiere grandi opere, andare dai bambini di strada o dai senzatetto, oppure dirigere una chiesa, e dire a se stessi che lo si fa con le proprie forze. Se non si confida nel ricevere forze ultraterrene o divine, allora è superbia. Dio vuole uomini che contino sul suo aiuto e sulla sua potenza. Essi possono cambiare la situazione presente, e innanzi tutto la sofferenza e le ingiustizie, perché il mondo diventi così come Dio l’ha creato, come vuole che sia: pieno d’amore, giusto, civile, interessante.

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