Formazione

La partecipazione piena alla vita della Fraternità avviene con la professione perpetua, a cui ci si prepara attraverso un adeguato itinerario formativo.

Esso comporta un periodo di contatto iniziale, non inferiore ad un anno, in cui la candidata frequenta la Fraternità con modi da definirsi per ogni singola situazione. Tale fase è finalizzata alla conoscenza reciproca e al discernimento vocazionale. Prima di essere ammessa al noviziato, la candidata deve vivere nella comunità, in modo continuativo, per almeno tre mesi.

Seguono due anni di noviziato, che possono essere prolungati non oltre i sei mesi. Essi culminano con la professione temporanea, rinnovata annualmente per un minimo di cinque anni sino a un massimo di nove.

Nel periodo di preparazione ai voti temporanei e perpetui le sorelle devono limitare i loro impegni professionali e pastorali. Ognuna sarà avviata agli studi teologici, secondo percorsi personali, definiti in base alla preparazione precedente e alle caratteristiche di ciascuna.

La formazione è affidata alla Guida spirituale della Fraternità, che si avvale della collaborazione di altre sorelle e di persone preparate in campo spirituale, teologico e pedagogico.

L’accesso al noviziato e ai voti prevede una domanda scritta della candidata.

La richiesta deve essere presentata un mese prima per il noviziato e per il rinnovo annuale, tre mesi prima per i voti temporanei e sei mesi prima per la professione perpetua. 

La presentazione delle candidate per l’ingresso in Fraternità, per il noviziato e per la professione temporanea e definitiva spetta alla Guida della comunità.

Per l’ammissione al noviziato e ai voti temporanei e perpetui è necessario il parere positivo, a maggioranza assoluta, delle sorelle di voti perpetui.

Si considerano membri della Fraternità a pieno titolo tutte le sorelle che hanno emesso i voti definitivi.

Qualora un membro voglia lasciare la Fraternità, dovrà vagliare tale decisione con la Guida spirituale. Dopo adeguato discernimento potrà chiedere la dispensa dei voti, semplici o perpetui, al Vescovo diocesano.

Facciamo nostro l’impegno della Chiesa a pregare e operare per le vocazioni, rinunciando a chiedere e ad assumere iniziative a nostro favore, come segno di abbandono fiducioso nei confronti del Padre.

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