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SAN GIOVANNI DAMASCENO

compagno di viaggio di chi trova in Dio la vera ricchezza, di chi prega con le icone, di chi si prodiga nell’annuncio

Giovanni nasce in Siria, a Damasco, verso la fine del VII secolo. L’alto ceto sociale dei genitori, arabi cristiani, gli consente un’agiata vita di corte, ma presto si stacca da essa per studiare filosofia e teologia a Costantinopoli con il monaco Cosma, alla radice della sua scelta per la vita monacale. Entra nel monastero di san Saba, ma prima si spoglia di tutti i suoi ricchi averi, concede la libertà ai servi e compie un lungo pellegrinaggio per tutta la Palestina. Dopo essere nominato presbitero, viene chiamato come predicatore titolare nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, per restarvi fino al termine della vita.

Al tempo di Giovanni Damasceno il culto delle immagini sacre è molto avversato, in particolare dall’imperatore bizantino Leone Isaurico. Su incarico di Papa Gregorio III, Giovanni si trova a combattere l’iconoclastia, fondando la legittimità della rappresentazione sacra sul mistero dell’Incarnazione, per il quale lo stesso Dio diviene visibile. Dalla sua profonda cultura deriva il soprannome di “san Tommaso d’Oriente”, insieme al titolo di Dottore della Chiesa. Molti e preziosi sono le omelie, gli inni e i trattati teologici che ci ha lasciato, tra cui il De Fide orthodoxa e il De haeresibus. Una credenza molto diffusa gli attribuisce il “miracolo della mano”, che sta all’origine della mano d’argento nell’icona e nel culto orientale della Vergine Tricherusa, ovvero a tre mani.