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San Mauro

Compagno di viaggio di chi è umile, di chi ha cura dei fratelli, di chi desidera crescere nella docilità e nell’obbedienza

I dati biografici di san Mauro sono incerti, ma le testimonianze convergono nel dirlo figlio del patrizio romano Eutichio, che lo affida a san Benedetto perché ne curi l’educazione. Egli diviene dunque, insieme al coetaneo Placido, il primo “oblato” dell’ordine benedettino. Di lui narra abbondantemente san Gregorio Magno nei Dialoghi, descrivendo una serie di circostanze miracolose difficili da dimenticare. Tra queste, il salvataggio di Placido mentre sta per annegare nel lago, compiuto correndo sulle acque, o la liberazione dal demonio del confratello che, ogni volta che sta per recarsi alla preghiera, viene misteriosamente tirato da un’altra parte, o la guarigione di un fanciullo grazie alla stola regalatagli da Benedetto il giorno del diaconato. Ciò che fa grande Mauro in tutti questi episodi è il fatto che, mentre egli attribuisce la forza miracolosa al suo maestro Benedetto, Benedetto dichiara che invece sono la docilità e la pronta, pura obbedienza di Mauro a operare tali prodigi. 

Quando Benedetto, nel 529, si traferisce coi suoi monaci a Cassino, Mauro rimane a Subiaco e accompagna la nascita dell’abbazia resa illustre da grandi uomini e Santi.

Alcune fonti attestano poi la sua presenza in Francia, alle radici degli insediamenti benedettini e di quelli che, mille anni dopo, verranno chiamati “monaci maurini”. Sempre secondo queste testimonianze, Mauro muore a Glanfeuil – la futura Saint Maur sur Loire – il 15 gennaio 584.

Il libro del mese

Marco Gallo, La danza del re Davide. Liturgia e spiritualità, Edizioni Messaggero Padova 2021

In questo testo Marco Gallo illustra la stretta connessione tra la spiritualità cristiana e le dimensioni liturgiche, fraterne ed ecclesiali. In tal senso l’episodio della danza del re Davide, la sua libertà e la sua esultanza sono proposti dall’autore come rimandi significativi a tale relazione centrale nella nostra fede, come d’altra parte conferma la stessa Sacrosanctum concilium del Concilio Vaticano II